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Il testamento di don Liborio

Pubblicato in News
Venerdì, 10-06-2017

Le confessioni del ministro all’Interno del Regno di Napoli, 150 anni dopo.

Domenica 15 ottobre 2017 dalle ore 20:00
Auditorium dell’Addolorata c/o Palazzo Monacelle - Casamassima

LA VERITÀ SULL’UNITÀ D’ITALIA
Il patto della neonata Italia tra stato e camorra

Si svolgerà nell’Auditorium dell’Addolorata di Casamassima, domenica 15 ottobre a partire dalle 18, la performance teatrale del regista e scrittore Umberto Rey dal titolo ‘Il testamento di don Liborio’, che accompagna la presentazione del libro ‘Il testamento di don Liborio. Padre d’Italia’, e liberamente ispirato alle confessioni del ministro all’Interno del Regno di Napoli, tenute segrete per 150 anni.
Il lavoro editoriale nasce con l’intento di provare a chiarire quale sia la nostra storia e chi sarebbero i nostri veri padri. “La storia ufficiale – fa sapere la casa editrice Morfeo, che ha pubblicato il libro – ha omesso per circa 150 la verità sui fatti accaduti nel 1860. Il motivo è semplice: la storia è dettata dai vincitori che la raccontano come vogliono, e il più delle volte “ciò che appare” è molto diverso da “ciò che è” realmente e, spesso, quelli che noi a torto riteniamo i protagonisti della storia, anche di quella attuale, non sono altro che burattini manovrati da burattinai che lavorano nell’ombra e che muovono le fila degli eventi e degli accadimenti umani”. “Immaginiamo – aggiunge Morfeo – se a vincere la Seconda guerra mondiale fosse stata la Germania di Hitler: cosa avremmo letto oggi sui libri di storia? Anche l'America è stata a lungo dilaniata da una guerra civile, la guerra d'Indipendenza, che ha visto i nordisti, alleati ai vincenti Inglesi, e i sudisti, alleati con i Francesi, massacrarsi ma, alla fine, i nordisti hanno raccontato e scritto la Verità dell'accaduto”.“Lo sforzo indagativo dei protagonisti – conclude Morfeo – è proiettato nel tentativo, arduo, di dare una risposta a quell’enorme enigma dell'Unità d'Italia che è stata così determinante per il destino delle popolazioni meridionali, non solo dell’epoca, ma anche delle generazioni successive”.

La storia
Fulvio Bedin è un famoso scrittore, storico e docente universitario torinese di metà Ottocento, di fama internazionale, noto per i suoi libri che, con documentata e attenta analisi, raccontano la storia e le evoluzioni politico militari d'Europa. Nel novembre del 1866, riceve nel suo studio una lettera di convocazione dall'ex Ministro degli Interni e della Guerra del Regno delle due Sicilie, e in futuro deputato del neonato Regno d'Italia, il politico professor Liborio Romano, presso il Palazzo Romano a Patù, in provincia di Lecce. Incuriosito, accetta di presenziare all'incontro il 25 dicembre 1866. Giunto in Puglia, fa la conoscenza del notaio Cosimo Margiotta, un repubblicano, amico d'infanzia e professionista di fiducia del barone Romano. I due incontrano don Liborio Romano, che svela il motivo di quella strana e inaspettata riunione. Un tormentato, pentito e realista don Liborio dichiara loro la volontà di confidarsi, di raccontare e consegnare un autentico e veritiero testamento storico in riferimento ai fatti, episodi, atti, documenti e personaggi che hanno caratterizzato la cosiddetta “unità d'Italia” avvenuta nel 1860.
L'unica condizione che pone in modo deciso ai suoi due ospiti è che questo testamento storico e morale sia pubblicato e diffuso non prima del 2017, quindi, dopo 150 anni circa la data del loro incontro.
Bedin e Margiotta accettano e si ritrovano all'interno di un viaggio che stravolge qualsiasi libro, articolo giornalistico e storia ufficiale da loro riconosciuta, una ingarbugliata rete di sovrani e stati europei complici dell'accaduto, tradimenti di generali insospettabili, storie di deportazioni e detenzioni che ricordano l'olocausto ebraico in Germania, il patto della neonata Italia tra stato e camorra e tanto altro.

 

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