Il 10 ottobre 2024 apre al pubblico, nelle sale al pianterreno di Palazzo Monacelle a Casamassima, XII-I, mostra personale di Francesco Strabone, a cura di Nicola Zito, Luisa Valenzano, e Giuliana Schiavone, promossa dalla Fondazione Mons. Sante Montanaro, un’istituzione che già da tempo opera nella valorizzazione della cultura e nella costruzione di legami tra il territorio e le pratiche artistiche internazionali. La mostra segna l’avvio delle iniziative legate alla terza edizione del Premio Don Sante, dopo l’evento di presentazione del bando, offrendo così un primo momento di confronto e riflessione artistica.
L’esposizione, visitabile fino al 31 ottobre 2024, si pone in linea di continuità con l’opera XIII, presentata dall’artista nel 2020 in occasione della II edizione del Premio “Don Sante” per l'Arte Contemporanea, configurandosi come una prosecuzione della sua indagine estetica e concettuale sul rapporto tra forme geometriche e dinamiche trasformative.
Artista multidisciplinare, Francesco Strabone (Brindisi, 1990) orienta la sua ricerca verso temi legati alla memoria, alla natura e alla superstizione. La sua indagine si concentra sull’interazione tra la realtà visibile e quella percettibile, mettendo in luce le connessioni sottili tra quotidianità, dimensioni soprannaturali e memoria storica. Un approccio che trova una declinazione concreta nel progetto XII-I, dove Strabone interroga ulteriormente la dialettica tra forma e materia, sondando le relazioni tra il rigore della geometria e le implicazioni organiche e corporee, in un discorso che problematizza i confini tra astrazione e fisicità.
Se XIII costituiva un’indagine sul rigore matematico e sulla tensione tra l’armonia geometrica e la simbologia numerica, XII-I espande tale riflessione, ponendo al centro l’interazione tra l’aspirazione a una perfezione idealizzata e la realtà tangibile. L’opera propone un dialogo tra astrazione formale e presenza corporea, in un costante bilanciamento tra ordine e discontinuità, suggerendo nuovi percorsi di lettura e interpretazione del rapporto tra forma e materia.
Come suggerito da Nicola Zito “il progetto rappresenta una ripresa del ciclo dopo una lunga interruzione, dove gli elementi geometrici alludono allo sforzo umano di raggiungere una perfezione idealizzata e atemporale, in dialogo con la realtà tangibile e antropica. Gli accumuli ossei, modellati direttamente sulla pelle dell’artista, si configurano come metafora della complessa convivenza tra il dualismo cartesiano di corpo e mente.”
L’opera solleva questioni ontologiche sul rapporto tra la dimensione fisica e quella ideale, suggerendo che l’esistenza, anche nei momenti di sospensione, debba essere concepita come un continuo oscillare tra il mondo sensibile e quello trascendentale. Strabone, attraverso la sua riflessione, esplora la necessità di abitare entrambi gli spazi, proponendo una coesistenza dialettica che diventa paradigma di resistenza e trasformazione.
“XII-I”
Mostra personale di Francesco Strabone
Promossa da Fondazione Mons. Sante Montanaro
A cura di: Nicola Zito, Luisa Valenzano, Giuliana Schiavone
10 - 31 ottobre 2024
Palazzo Monacelle, Casamassima (BA)
Inaugurazione: 10 ottobre, ore 19:00
Info: